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You Are Here: Home » GNU/Linux, Vari Articoli » Ubuntu: le ragioni di un successo

La mia famiglia lo usa, quasi 100.000 persone in Italia, più di 10 milioni in tutto il mondo. In 6 anni quello che all’inizio sembrava essere l’ennesimo fork di Debian destinato a rimanere nell’ombra è diventato il 3° sistema operativo desktop più utilizzato. Analizziamo i perché del suo successo e cosa ci dobbiamo aspettare nell’immediato futuro.

6 anni fa veniva pubblicata la prima versione del sistema, la 4.10 Warty Warthog, forse quella che Shuttleworth&Co. devono ringraziare maggiormente. Già d’allora Ubuntu è caratterizzata da quella facilità di utilizzo che è il suo cavallo di battaglia principale. “Tutto ruota attorno all’utente e non alla macchina, quindi bisogna diminuire quelle operazioni troppo tecniche per l’utente base (terminale)”: forse Mark Shuttleworth pensava questo 6-7 anni fa, vedendo la sua Debian e pensando a fare una nuova distribuzione, più semplice e meglio funzionante. Ancora oggi se si installa sullo stesso computer sia Ubuntu che Debian, di solito l’hardware è meglio configurato su Ubuntu; secondo il parere di molti gli stessi tool su Ubuntu sono curati meglio e più user-friendly che su Debian. Ma elenchiamo quelli che sono i veri punti di forza di Ubuntu:

  1. Canonical, la società che sponsorizza/sviluppa/supporta Ubuntu, fondata sempre da Shuttleworth che con i suoi dindini garantisce una disponibilità economica unica nel mondo dell’open source (nel caso in cui questo supporto economico dovesse venire meno c’è già pronta la Ubuntu Foundation);
  2. la politica dei rilasci, semestrali con supporto di 18 mesi che diventano 36 nelle versioni LTS, le quali cadono con regolarità il primo rilascio di ogni anno pari; questa politica di rilasci ogni 6 mesi si colloca in un quadro ben più ampio che coinvolge in primis GNOME, il quale rilascia la sua nuova versione poco prima della fine del ciclo di sviluppo ubuntero. Debian, per esempio, rilascia quando vuole, freeza i branch quando vuole, finisce il supporto quando vuole;
  3. un lavoro diretto con i produttori hardware per garantire il massimo supporto su tutte le macchine ed anche proporre al mercato computer con Ubuntu preinstallato;
  4. software più aggiornati rispetto ad altre distro concorrenti, Debian su tutte;
  5. Launchpad, con cui viene interamente sviluppato e supportato Ubuntu e la comunità può interagire, fornendo anche lei dei software per Ubuntu tramite i PPA;
  6. la comunità, ormai la più importante e vasta del mondo GNU/Linux, sempre attiva ed attenta agli sviluppi del sistema, pronta ad aiutare e sviluppare;
  7. la versione Server, non meno curata della sorella maggiore Desktop, che in 15 minuti permette l’installazione e la configurazione di un LAMP e che deve il suo vasto impiego (un piccolo esempio: il rendering di Avatar, che tanto piace al nostro Zeri Risatona, è stato effettuato su 4000 server HP equipaggiati con Ubuntu Server) all’esistenza delle versioni LTS, dato che per l’edizione server il supporto dura 5 anni;
  8. la filosofia Ubuntu, che forse vi può aiutare a capire ancora di più le ragioni del successo di questo meraviglioso sistema.

Queste sono le mie personali considerazioni su quello che ormai è più di un sistema, prossimo ad un nuovo rilascio LTS, la versione 10.04 Lucid Lynx, che porterà con sé anche un negozio online di musica, l’Ubuntu One Music Store, privo di DRM e forse prima vera e valida alternativa ad iTunes. Shuttleworth l’ha dichiarato: il primo vero obiettivo dopo il bug #1 è raggiungere e superare la bellezza ed usabilità di Mac OS X. Staremo a vedere, io intanto continuo ad usarlo.

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