La mia famiglia lo usa, quasi 100.000 persone in Italia, più di 10 milioni in tutto il mondo. In 6 anni quello che all’inizio sembrava essere l’ennesimo fork di Debian destinato a rimanere nell’ombra è diventato il 3° sistema operativo desktop più utilizzato. Analizziamo i perché del suo successo e cosa ci dobbiamo aspettare nell’immediato futuro.
6 anni fa veniva pubblicata la prima versione del sistema, la 4.10 Warty Warthog, forse quella che Shuttleworth&Co. devono ringraziare maggiormente. Già d’allora Ubuntu è caratterizzata da quella facilità di utilizzo che è il suo cavallo di battaglia principale. “Tutto ruota attorno all’utente e non alla macchina, quindi bisogna diminuire quelle operazioni troppo tecniche per l’utente base (terminale)”: forse Mark Shuttleworth pensava questo 6-7 anni fa, vedendo la sua Debian e pensando a fare una nuova distribuzione, più semplice e meglio funzionante. Ancora oggi se si installa sullo stesso computer sia Ubuntu che Debian, di solito l’hardware è meglio configurato su Ubuntu; secondo il parere di molti gli stessi tool su Ubuntu sono curati meglio e più user-friendly che su Debian. Ma elenchiamo quelli che sono i veri punti di forza di Ubuntu: